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Copertina de "Il delfino d'oro"

IL DELFINO D'ORO

Il secondo caso di Renata Villanova.

Un ciondolo strappato. Una ragazza aggredita. Un dettaglio apparentemente insignificante che apre la strada a qualcosa di molto più grande.

Pochi giorni dopo il suo primo caso, Renata Villanova torna a indagare. Ma questa volta il delitto la conduce fuori dagli ambienti ecclesiastici, dentro una realtà fatta di persone comuni, piccoli traffici, ambizioni, violenza e vite che possono essere distrutte in un istante.

Mentre l’indagine si allarga, ciò che sembrava riguardare una sola vittima comincia a mostrare legami inattesi, trascinando Renata ed Ernesto in un mondo dove l’apparenza spesso vale più della verità e il prezzo più alto viene pagato da chi ha meno possibilità di difendersi.

DIETRO UN PICCOLO DELFINO

All'inizio c'è soltanto un ciondolo. Un piccolo delfino d'oro strappato dal collo di una ragazza durante un'aggressione.

Potrebbe essere un dettaglio come tanti. Ma nell'indagine di Renata Villanova sono proprio i dettagli a cominciare a collegare persone e ambienti che, almeno in apparenza, non hanno nulla in comune.

La ricerca dell'aggressore conduce così dalle vite quotidiane di giovani e famiglie comuni al mondo della droga e del denaro che la accompagna. Intorno, altre storie si intrecciano: rancori, pregiudizi, violenza, desiderio di arricchirsi e persone disposte a sfruttare la debolezza degli altri.

L'indagine cresce insieme al romanzo: ciò che sembrava il dramma di una sola ragazza diventa progressivamente il ritratto di una realtà più vasta, nella quale delitti apparentemente lontani finiscono per sfiorarsi e ogni personaggio può nascondere qualcosa.

E in mezzo a tutto questo rimane quel piccolo oggetto d'oro. Un delfino che sembra soltanto un gioiello, ma che porta con sé una storia molto più grande del suo valore.

COME È NATO “IL DELFINO D'ORO”

Il delfino d’oro nacque dalla decisione di dare un seguito alle indagini di Renata Villanova ed Ernesto Di Capua. Ma insieme al secondo romanzo nacque anche un'idea destinata a caratterizzare l'intera serie.

Non volevo scrivere semplicemente dei gialli. Ogni indagine avrebbe dovuto attraversare uno o più problemi della società contemporanea, senza pretendere di offrire risposte o pronunciare giudizi, ma lasciando al lettore qualcosa su cui riflettere anche dopo la soluzione del caso.

Dopo aver affrontato ne L’innocenza depredata il tema degli abusi sessuali sui minori all'interno della Chiesa, rivolsi lo sguardo altrove. La violenza contro le donne divenne il cuore emotivo del nuovo romanzo, mentre il traffico di droga e le diverse forme del razzismo – reale, presunto o percepito – ne costruirono il contesto sociale.

Soltanto dopo vennero il delitto, gli indizi, i sospetti e l'indagine. Volevo che quei temi emergessero dalle persone e da ciò che accadeva loro, senza trasformare il romanzo in un tribunale o in una lezione.

Guardandolo oggi, credo che Il delfino d’oro sia stato il libro nel quale Renata Villanova ed Ernesto Di Capua hanno trovato davvero la loro strada. Da quel momento, ogni nuovo caso non avrebbe cercato soltanto un colpevole: avrebbe provato a guardare dentro una ferita diversa della società in cui viviamo.

IL LIBRO

In una fredda notte di febbraio, il corpo di una giovane donna viene trovato nei pressi di una fermata d'autobus di periferia. Quello che inizialmente sembra l'ennesimo tragico episodio di violenza nasconde però qualcosa di molto più complesso.

A Renata Villanova ed Ernesto Di Capua basta poco per capire che un piccolo ciondolo a forma di delfino d'oro, apparentemente insignificante, potrebbe essere il primo filo da seguire. E tirando quel filo cominciano a emergere persone, interessi e segreti che sembravano non avere nulla in comune.

L'indagine si allarga rapidamente. Testimonianze contraddittorie, droga, denaro, criminalità organizzata e ambizioni personali costruiscono un intreccio nel quale ogni risposta apre una nuova domanda. E mentre l'opinione pubblica sembra aver già deciso chi siano i colpevoli e chi le vittime, le prove raccontano una storia diversa dalle apparenze.

A complicare ulteriormente il quadro intervengono i sedicenti Difensori della Dignità Nazionale, un movimento patriottico tanto rumoroso quanto ambiguo, capace di alimentare sospetti e tensioni e di mostrare quanto facilmente paura e pregiudizio possano deformare la realtà.

Intanto anche il rapporto fra Renata ed Ernesto continua a cambiare. Diversissimi per carattere e modo di affrontare la vita, imparano sempre più a conoscersi, mentre tra un'indagine e l'altra qualcosa comincia lentamente a insinuarsi dietro il rispetto professionale.

Il delfino d'oro è un thriller investigativo nel quale ogni indizio può cambiare il significato di ciò che sembrava già evidente. Perché trovare un assassino può essere difficile. Liberarsi dei propri pregiudizi, qualche volta, lo è ancora di più.

IL MALE HA VOLTI APPARENTEMENTE NORMALI

Nel corso dell'indagine Renata Villanova ed Ernesto Di Capua incontrano persone molto diverse tra loro. Vittime, sospettati, testimoni, uomini e donne apparentemente comuni, ciascuno con le proprie paure, debolezze e ambizioni.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più inquietanti della storia: il male non ha necessariamente il volto di un mostro.

Può nascere dalla gelosia, dall'avidità, dalla paura, dal desiderio di possedere qualcuno o qualcosa. Può crescere dentro esistenze perfettamente normali, fino al momento in cui una scelta trasforma una debolezza in una colpa e una colpa nella vita spezzata di qualcun altro.

Ma Il delfino d'oro lascia anche un'altra traccia. Renata ed Ernesto non sono più soltanto due persone costrette a lavorare insieme. Tra loro comincia a formarsi qualcosa di difficile da definire, fatto di fiducia, rispetto, complicità e di sentimenti che nessuno dei due sembra ancora disposto a guardare troppo da vicino.

Accanto a loro anche il maresciallo Antonio Carbone comincia a trovare il proprio posto, trasformando lentamente tre investigatori molto diversi in qualcosa che assomiglia sempre più a una squadra.

Il caso del delfino d'oro finirà. Altri ne arriveranno. Ma alcune storie continuano anche dopo che l'assassino ha un nome.

EDIZIONI

Il delfino d'oro
Femminicidi, droga e razzismo nella nuova indagine del Sostituto Procuratore Renata Villanova

Edizione italiana pubblicata su Amazon:
Copertina flessibile · eBook Kindle