

E se qualcuno ti offrisse la possibilità di tornare giovane, anche soltanto per poche ore?
Vittorio Del Conte ha quasi settant'anni quando perde Costanza, la donna con cui ha condiviso gran parte della propria vita. Rimasto solo, si trova improvvisamente davanti a una domanda che credeva non avrebbe mai dovuto affrontare: che cosa resta da vivere quando la parte più importante della propria esistenza sembra ormai conclusa?
Un incontro impossibile gli offre una possibilità altrettanto impossibile. Non l'immortalità, non una seconda vita, ma qualcosa di molto più ambiguo e seducente: la possibilità di ritrovare temporaneamente la propria giovinezza.
Da quel momento, passato e presente cominciano a intrecciarsi. Amori mai vissuti, occasioni perdute e scelte compiute molti anni prima tornano ad assumere un significato nuovo, mentre Vittorio scopre che poter rivivere ciò che il tempo ha portato via non significa necessariamente poter cambiare ciò che siamo diventati.
Vorresti vivere in eterno? è un romanzo sul tempo, sul desiderio e sulle strade che non abbiamo percorso – e sulla domanda che prima o poi accompagna ogni esistenza: se potessimo tornare indietro, sceglieremmo davvero una vita diversa?
Vorresti vivere in eterno? nasce da una domanda tanto semplice quanto impossibile: che cosa faremmo se ci fosse concesso di tornare, anche solo temporaneamente, alla giovinezza?
Vittorio Del Conte è un uomo vicino ai settant'anni che, dopo la morte della moglie Costanza, si ritrova solo con i propri ricordi e con la consapevolezza del tempo trascorso. Un incontro inspiegabile gli offre però qualcosa che nessun essere umano dovrebbe poter ottenere: la possibilità di riappropriarsi, in determinate circostanze, del corpo e dell'energia della propria giovinezza.
Ma il dono non cancella gli anni vissuti. Vittorio conserva la memoria, l'esperienza e la coscienza dell'uomo che è diventato. Ed è proprio da questo contrasto che nasce il cuore del romanzo: un uomo anziano può tornare giovane nel corpo, ma può davvero tornare a essere il ragazzo che era?
Il presente comincia così a confrontarsi continuamente con il passato. Persone conosciute molti decenni prima, amori soltanto immaginati, occasioni perdute e strade mai percorse diventano altrettante possibilità di interrogarsi su ciò che avrebbe potuto essere.
Parallelamente alla vicenda di Vittorio, il romanzo allarga progressivamente il proprio orizzonte, spingendosi molto più indietro nel tempo e trasformando quella che sembrava una storia individuale in una riflessione sull'origine stessa della vita, sulla coscienza e sul rapporto tra l'esistenza del singolo e qualcosa di immensamente più antico.
Vorresti vivere in eterno? non cerca di dare una risposta alla domanda contenuta nel titolo. Preferisce lasciarla al lettore: vivere più a lungo significa davvero vivere di più?
Accanto alle domande filosofiche che sono alla base di Vorresti vivere in eterno?, all'origine del romanzo vi fu anche una suggestione molto più personale e decisamente umana.
Che cosa accadrebbe se, arrivati a un'età avanzata, ci venisse offerta la possibilità di scoprire che cosa sarebbe successo se alcune delle scelte compiute in gioventù fossero state diverse?
Ogni vita è costruita non soltanto sulle strade che percorriamo, ma anche su quelle che lasciamo alle nostre spalle. Scegliamo una professione e ne abbandoniamo innumerevoli altre. Stringiamo amicizie, mentre altri possibili rapporti non hanno mai inizio. Coltiviamo alcune passioni e ne trascuriamo altre. Incontriamo persone, ne perdiamo altre e, qualche volta, ci domandiamo che cosa sarebbe accaduto se, davanti a un particolare bivio, avessimo imboccato una strada diversa.
E poi, naturalmente, ci sono le donne.
Devo confessare che non furono affatto una parte trascurabile dell'idea.
Una relazione lunga e felice non cancella la memoria, la curiosità o il desiderio. Restano le ragazze che abbiamo amato da lontano, le donne che abbiamo desiderato senza mai avvicinarle, gli incontri che avrebbero potuto diventare qualcosa di più e non lo sono mai diventati. Non necessariamente rimpianti, e certamente non un rifiuto della vita realmente vissuta – semplicemente domande rimaste senza risposta.
E se fosse possibile rispondere a quelle domande?
Non tornando indietro nel tempo per cambiare il passato, ma ricevendo temporaneamente ciò che il tempo ci ha tolto: la giovinezza, le possibilità fisiche e la libertà di esplorare una di quelle strade abbandonate senza cancellare la vita che è venuta dopo.
Da questa idea prese gradualmente forma Vittorio: un uomo ormai anziano che ha amato sinceramente sua moglie e non desidera riscrivere la vita trascorsa insieme a lei, ma che continua a portare dentro di sé ricordi, desideri e curiosità rimaste senza risposta nel corso dei decenni.
La premessa fantastica del romanzo divenne così un esperimento molto personale.
Che cosa accadrebbe se un uomo potesse tornare per breve tempo a essere la persona che era un tempo – o quella che avrebbe potuto essere – conservando però tutto ciò che ha imparato invecchiando?
Farebbe scelte diverse?
La realizzazione di un antico desiderio ne distruggerebbe il fascino?
Sapere ciò che avrebbe potuto essere renderebbe più povera la vita realmente vissuta – oppure ce ne farebbe comprendere più chiaramente il valore?
E, forse ancora più importante, se tutte le strade che un tempo abbiamo lasciato inesplorate diventassero improvvisamente accessibili, vorremmo davvero percorrerle?
Fu a quel punto che la speculazione filosofica cominciò a trasformarsi in una storia.
Vittorio Del Conte è vicino ai settant'anni quando Costanza, la donna con cui ha condiviso gran parte della propria vita, muore dopo una lunga malattia. La sua scomparsa lo lascia solo in una casa ancora piena delle piccole tracce della loro esistenza insieme e lo costringe ad affrontare qualcosa che non aveva mai seriamente immaginato: gli anni che gli rimangono da vivere senza di lei.
Dopo aver lasciato il cimitero, stremato dalla salita verso casa, Vittorio si ferma a riposare su una panchina di pietra. Qui incontra due misteriosi sconosciuti. Uno sembra avere poco più di vent'anni, l'altro una quarantina, ma entrambi hanno qualcosa di inquietantemente familiare: assomigliano a Vittorio stesso a quelle età.
I due non gli spiegano realmente chi – o che cosa – siano. Gli offrono invece una possibilità straordinaria: ogni volta che avrà un rapporto consensuale con una donna, Vittorio potrà riacquistare temporaneamente il corpo e le capacità fisiche della propria giovinezza o della propria maturità.
Per un uomo appena rimasto vedovo, la proposta appare inizialmente assurda. Ma la solitudine lascia poco a poco spazio alla curiosità.
Vittorio comincia allora a guardare indietro. Non perché il matrimonio con Costanza sia stato infelice – tutt'altro – ma perché ogni esistenza contiene strade che non sono mai state percorse. Tornano alla memoria attrazioni giovanili, occasioni perdute e donne che hanno incrociato la sua vita senza diventarne realmente parte.
Tra quei ricordi c'è Lorenza, il suo primo grande innamoramento adolescenziale. Le loro vite hanno preso direzioni diverse, ma la domanda su ciò che avrebbe potuto essere non è mai scomparsa del tutto.
Ora, dopo tanti decenni, Vittorio ha la possibilità di trovare una risposta.
I suoi incontri e i suoi ricordi diventano così un'esplorazione non soltanto del desiderio, ma del tempo stesso. Nel corpo temporaneamente restituito alla giovinezza rimangono infatti la coscienza e l'esperienza dell'uomo anziano: il desiderio diventa inseparabile dalla memoria e la possibilità di realizzarlo dalla consapevolezza di tutto ciò che il tempo ha portato via.
Nel frattempo, su una scala immensamente più vasta, si sviluppa un'altra storia. Attraverso miliardi di anni, due entità osservano e influenzano processi che vanno ben oltre una singola esistenza umana: meteoriti portano con sé la possibilità della vita, organismi primitivi compaiono, mondi vengono trasformati, catastrofi cancellano ciò che ha richiesto tempi inimmaginabili per svilupparsi e nuove forme di vita continuano ostinatamente a emergere.
A poco a poco, l'esperimento intimo di Vittorio e quello cosmico sulla vita cominciano a riflettersi l'uno nell'altro. Ciò che sembrava un impossibile gioco con la giovinezza si trasforma così in una riflessione sulle scelte, sull'identità, sul tempo e sul valore stesso dell'esistenza.
Perché una vita acquista significato proprio dal fatto che non può essere vissuta due volte.
O forse sì?
Vorresti vivere in eterno? nacque da una contraddizione piuttosto insolita: le idee che ne erano alla base erano serie, ma inizialmente la storia aveva quasi il sapore di un gioco.
Un uomo anziano viene avvicinato da due esseri inspiegabili e riceve un privilegio straordinario: può recuperare temporaneamente il corpo della propria giovinezza e utilizzare quell'impossibile opportunità per tornare a esplorare desideri e possibilità che il tempo sembrava aver chiuso per sempre.
C'era qualcosa di volutamente giocoso nella premessa.
Che cosa farebbe davvero un uomo anziano con un simile dono?
La risposta più facile sarebbe stata trasformare il romanzo in una fantasia sulla giovinezza ritrovata. Ma ben presto quella divenne la parte meno interessante della domanda.
Vittorio non è un personaggio autobiografico, ma sarebbe poco sincero sostenere che nel personaggio non ci sia nulla del suo autore.
I suoi ricordi, la curiosità per le strade mai percorse e la consapevolezza che una vita felice non cancelli tutte quelle che avrebbero potuto essere nascono da riflessioni inevitabilmente personali.
Questo non significa che le esperienze di Vittorio riproducano quelle dell'autore. La finzione comincia proprio nel momento in cui alla realtà viene concesso di prendere un'altra strada.
Vittorio diventa così uno strumento per porre domande alle quali la vita reale non permette di rispondere.
Che cosa accadrebbe se l'età potesse essere temporaneamente eliminata dall'equazione? Se la curiosità potesse trasformarsi in esperienza? Se potessimo tornare davanti a una possibilità perduta conservando però tutto ciò che abbiamo imparato negli anni trascorsi da allora?
Una delle decisioni fondamentali alla base del romanzo fu che Vittorio non dovesse mai tornare realmente giovane.
Il suo corpo può cambiare.
Lui no.
La distinzione è essenziale. Un autentico ritorno alla giovinezza richiederebbe molto più che muscoli, vigore sessuale o un volto senza rughe. Richiederebbe l'inesperienza, le insicurezze, le aspettative e l'incompleta conoscenza della vita dell'uomo che Vittorio era stato.
Quell'uomo non esiste più.
Il Vittorio temporaneamente ringiovanito rappresenta quindi qualcosa che in natura non potrebbe mai esistere: un corpo giovane abitato dalla coscienza di un uomo anziano. Può recuperare possibilità fisiche che credeva perdute, ma non può recuperare l'innocenza. Qualunque esperienza viva passa inevitabilmente attraverso quasi settant'anni di memoria.
Il desiderio sessuale è una componente esplicita del romanzo perché è una componente esplicita della sua stessa premessa.
Non avrebbe avuto molto senso nasconderlo dietro eufemismi o fingere che un uomo anziano, improvvisamente restituito alle capacità fisiche della giovinezza, contemplasse quella possibilità soltanto in termini filosofici.
Ma il sesso non viene trattato semplicemente come appagamento. Il desiderio porta con sé la memoria. Un'attrazione può sopravvivere per decenni proprio perché non è mai stata soddisfatta e, a volte, la possibilità immaginata diventa più grande di qualunque realtà avrebbe potuto esserlo.
L'esperimento di Vittorio pone quindi anche un'altra domanda: che cosa accade quando una fantasia perde la protezione di rimanere tale?
Costanza muore all'inizio del romanzo, ma eliminarla dalla storia successiva di Vittorio avrebbe reso quella storia falsa.
Un rapporto durato decenni non scompare quando una delle due persone muore. Sopravvive nelle abitudini, nei ricordi, nei gesti automatici e negli oggetti. Sopravvive persino nell'istinto di continuare a pensare al plurale.
Per questo il graduale riordino della casa da parte di Vittorio assume un'importanza particolare. Piatti sbeccati, posate imperfette e altri oggetti insignificanti acquistano un valore che non ha più nulla a che vedere con la loro utilità.
Sono testimonianze.
Costanza continua a essere presente proprio attraverso ciò che ha lasciato.
Il Parallel Track nacque dall'esigenza di non lasciare isolata l'esperienza di Vittorio.
Se Positivo e Negativo potevano intervenire nella vita di un singolo essere umano, su cos'altro avrebbero potuto esercitare la propria influenza?
La risposta ampliò enormemente la scala del romanzo, portando la narrazione indietro attraverso il tempo geologico ed evolutivo, fino ai meteoriti, alle prime forme di vita, ai cianobatteri e alle lunghissime trasformazioni che resero possibile l'esistenza complessa.
Questa seconda linea narrativa modifica anche il significato della vicenda di Vittorio. Il suo ringiovanimento non può più essere interpretato soltanto come uno straordinario dono concesso a un uomo fortunato: diventa un altro intervento, un altro esperimento, all'interno di un processo dalle dimensioni che Vittorio non potrebbe neppure concepire.
Forse la decisione più importante fu quella di non spiegare troppo.
Chi sono realmente Positivo e Negativo? Esiste qualcuno al di sopra di loro? C'è davvero un obiettivo prestabilito? Quanto di ciò che accade nell'universo è frutto del caso e quanto invece dell'intervento di qualcosa o qualcuno?
Il romanzo rifiuta deliberatamente di costruire una cosmologia completa. Farlo avrebbe significato trasformare la speculazione in dottrina.
Lo scopo non era spiegare al lettore come funziona l'esistenza, ma costruire una possibilità abbastanza coerente da rendere quelle domande degne di essere poste.
Lo stesso vale per l'immortalità.
Il titolo sembra formulare una domanda semplice. Ma dopo aver attraversato l'età, il desiderio, la memoria, la coscienza, l'evoluzione e il valore dei limiti, la parola eterno non significa più esattamente ciò che sembrava significare all'inizio.
E forse, fin dall'inizio, era proprio questo il senso del “gioco”.
VORRESTI VIVERE IN ETERNO?
Un romanzo di Tempo, Desiderio e una scelta oltre la morte
Titolo: Vorresti vivere in eterno?
Lingua: Italiano
Edizione originale
Title: Would You Like to Live Forever?
Language: English
Published: 2026
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